mercoledì 23 marzo 2011

Secondo altre fonti citate da ReligiònDigital sarebbero in corso defezioni dalla Legione e Benedetto XVI solleciterà l'istituzione della commissione per individuare i complici di Maciel

Clicca qui per leggere la notizia segnalataci dal nostro Alberto. Qui una traduzione.
Un chiarimento e' sempre piu' necessario.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Raffaella: leggi cosa ha scritto il famoso blogger Francisco José Fernández de la Cigoña.
Titolo del articolo:
"I Legionari di Cristo hanno un tempo difficile ovvero quanto male sta facendo don Velasio"
In sintesi dice: nella Legione resterà il peggio (dei suoi membri) e andrà via il meglio.

Anonimo ha detto...

Scusa, ecco il link al articolo di Fernández della Cogoña
http://www.intereconomia.com/blog/cigueena-torre/los-legionarios-cristo-lo-tienen-dificil-20110323

Raffaella ha detto...

No comment...
R.

Anonimo ha detto...

Guardate lo dice persino Fernández de la Cigoña!!!, che ha un blog molto ortodosso, molto conservatore e sempre informato, e innanzitutto molto amante di Papa Ratzinger.

Anonimo ha detto...

Dall'Asca, Eufemia

WOJTYLA: LETTERA APERTA CONSERVATORI. NON SIA BEATO, ERA AMICO MACIEL =

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 23 mar - I cattolici
conservatori di lingua inglese sono ''profondamenti
preoccupati'' per la prossima beatificazione di Giovanni
Paolo II. Per esprimere le loro ''riserve'' sull'elevazione
agli altari del papa polacco, hanno pubblicato una lunga
lettera aperta sul settimanale cattolico statunitense The
Remnant, che esprime le posizioni dei cattolici piu'
tradizionalisti e ortodossi.
I motivi dell'ostilita' verso la beatificazione di
Giovanni Paolo II nascono dalla ''pesante eredita''' lasciata
da papa Wojtyla: la crisi della Chiesa, l'avanzata della
secolarizzazione, lo scollamento tra cattolici e gerarchia
normalmente descritta come una ''apostasia silenziosa'', gli
incontri ecumenici di Assisi, le scuse per i peccati della
Chiesa, la frattura con i lefebvriani, il ''collasso'' della
liturgia a cui ha contribuito lo stesso pontefice ''con le
sue azioni'' ma soprattutto lo scandalo della pedofilia e il
profondo rapporto che legava il papa polacco al fondatore dei
Legionari di Cristo, p. Marcial Maciel.
''Giovanni Paolo II - scrivono gli autori della lettera -
si rifiuto' di avviare un'inchiesta sui comportamenti di
Maciel malgrado le prove crescenti di crimini abominevoli...
Senza dare peso alle antiche e ben note accuse canoniche
avanzate contro Maciel da otto seminaristi dei Legionari di
cui aveva abusato sessualmente, Giovanni Paolo II lo ricopri'
di onori senza dispendio di mezzi in una cerimonia pubblica
in Vaticano nel novembre 2004''.
I firmatari sono anche scettici nei confronti della grande
''pressione popolare'' che ha accelerato i tempi della
beatificazione, che rischia di diventare ''un attestato di
stima popolare per una personalita' stimata nella Chiesa, uno
specie di Oscar ecclesiastico''. Di qui la richiesta a papa
Benedetto XVI di rimandare la beatificazione, firmata da una
quindicina di teologi di unviersita' cattoliche e direttori
di testate confessionali di quattro Paesi: Stati Uniti, Gran
Bretagna, Australia e Argentina.
asp/sam/lv
231134 MAR 11

gemma ha detto...

non mi pare che l'ortodossia osservante abbia mai previsto la raccolta firme per influenzare le decisioni di un Papa. Gli anticelibato si sentiranno meno soli
e in fondo tutto il mondo è paese, visto che un appello simile è partito qualche anno fa dall'ala meno ortodossa della chiesa, con motivazioni un pò diverse, ma ormai ciascuno dice la sua
http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-beatificazione-di-giovanni-paolo-ii-appello-alla-chiarezza/

Anonimo ha detto...

Sarà il Papa a decidere ciò che è meglio per la Legione. Per il resto, Papa Benedetto proseguirà per la sua strada senza curarsi degli appelli di ieri, oggi o domani.
Alessia

Anonimo ha detto...

A condizionare il Papa ci stanno provando anche 7 vescovi greco-cattolici ucraini. In breve, se Papa Benedetto non desisterà dal beatificare Papa Wojtila e non annullerà l'incontro di ottobre a Assisi, questi grotteschi "signori" dichiareranno la sede vacante.
Alessia

Anonimo ha detto...

Premetto, a scanso di equivoci, che prescindo totalmente da questo caso (non ho nemmeno letto la lettera aperta). Ma vista l'attuale moda degli "appelli", mi viene da fare la seguente modesta riflessione.
In sé non trovo nulla di sbagliato nell'appellarsi al Santo Padre per vedere realizzato quello che in coscienza si riterrebbe giusto. A chi mi dovrei appellare se non al Pastore Universale di noi tutti cattolici, che ama tutte le Sue pecorelle, ne ascolta i lamenti e finanche i capricci?
Ma ad alcune condizioni. Sommessamente ne indico alcune:
1) la lettera non dovrebbe essere "aperta" (sì da essere strumentalizzata dai media e creare confusione), ma riservata e diretta a Lui solo (qui ritengo la trasparenza controproducente);
2) l'appello non deve mettere in discussione dogmi o petulantemente contestare atti di Magistero con la riproposizione di eccezioni già esaminate e dichiarate infondate dal Papa (es. abolizione del celibato)
3) l'appello deve essere rivolto al Santo Padre con il massimo di amore, riverenza e devozione, anticipando che si accetterà in ogni caso la Sua decisione.

Alberto